Da vittime di bullismo a mentori per tanti giovani che oggi lottano contro il fenomeno e che ascoltano volentieri i loro consigli. Stiamo parlando dei volontari di Acbs, l’associazione contro il bullismo scolastico nata il 9 febbraio 2015 in Lombardia su iniziativa del presidente, Vincenzo Vetere, e di altri amici che in passato sono stati presi di mira dai bulli, o che hanno visto persone a loro vicine soffrire per prepotenze e angherie di ogni tipo. Sono tutti giovanissimi i membri di Acbs, con un passato comune alle spalle e animati dalla voglia di aiutare gli studenti di tutta Italia a non farsi intimidire da chi fa leva sulle loro insicurezze per sentirsi più forte.

«La nostra è un’associazione di volontariato, non guadagniamo niente dalle attività che svolgiamo», ci ha spiegato Vincenzo Vetere. «Siamo partiti dal basso – continua –, senza contatti. Ci siamo fatti conoscere inizialmente attraverso i social network, poi dopo qualche mese abbiamo cominciato a tenere gli incontri nelle scuole per parlare direttamente con i ragazzi». Ancora una volta, il mondo del web si conferma il veicolo principale per la nascita di movimenti e associazioni in grado di coinvolgere i più giovani, di parlare il loro stesso linguaggio, di trasmettere messaggi positivi con umanità e sensibilità. Lo stesso web in cui molti ragazzi vengono vigliaccamente umiliati dai cyberbulli può accorciare le distanze e riunire gli studenti di tutta Italia che stanno lottando in silenzio contro il bullismo scolastico, o che a fatica ne sono usciti, portando su di sé le inevitabili cicatrici di chi ha sofferto.

«La nostra attività principale – ha detto Vincenzo – è quella di andare nelle scuole per raccontare le nostre esperienze con il bullismo e per dare consigli ai ragazzi su come comportarsi in determinate situazioni». Gli incontri di Acbs si svolgono così: «Faccio vedere un video iniziale in cui racconto la mia storia; i ragazzi stanno attenti e fanno molte domande». Negli ultimi quattro mesi, i volontari dell’associazione si sono recati in oltre 60 classi di diverse regioni italiane. «Due assistenti sociali collaborano con me – ha spiegato il presidente di Acbs –, conoscono bene il fenomeno perché ne sono state vittime anche loro». Gli incontri, attualmente sospesi per la pausa estiva, riprenderanno a settembre.

Il racconto di Vincenzo sul bullismo scolastico

Abbiamo chiesto a Vincenzo se ha più visto i ragazzi che l’avevano preso di mira ai tempi della scuola dopo aver fondato la sua associazione, e dopo il notevole riscontro ottenuto (si è parlato di Acbs su molti dei principali media nazionali). «Vedo i miei ex bulli tutti i giorni – ha risposto –, in paese o sul treno. Prima ero io ad abbassare lo sguardo quando li incontravo, oggi invece sono loro a farlo. Non mi hanno mai cercato per chiedermi scusa, forse si vergognano troppo per come si sono comportati. Eppure, se mi invitassero ad andare a mangiare una pizza tutti insieme io non avrei alcun problema a uscire con loro, sono loro ad averne con me».

«Se non avessi subito il bullismo scolastico – ha continuato – probabilmente non sarei diventato la persona che sono oggi. L’averne passate di tutti i colori mi ha reso più sensibile nei confronti degli altri, riesco a capire meglio chi ho davanti. Magari alcune persone possono pensare che determinate cose siano cavolate, invece io so quanto possano far soffrire». Vincenzo ha raccontato anche di aver tenuto i suoi genitori e gli insegnanti inizialmente all’oscuro di ciò che gli stava accadendo: «Tendevo a minimizzare la cosa, ma una volta scoperto tutto mi hanno sempre detto di fregarmene e di andare avanti per la mia strada».

Per concludere, una testimonianza che vuole essere di esempio per tutti i giovani che rischiano di diventare insicuri e di perdere la propria autostima a causa del bullismo scolastico:

«Io ho questa idea dei bulli: hanno una sorta di sesto senso, prendono la potenzialità di un ragazzo o di una ragazza e cercano di sminuirla. Per anni sono stato preso in giro per un difetto del linguaggio, che in realtà col tempo ho capito essere solo frutto di una fantasia. Oggi riesco tranquillamente a parlare con i ragazzi nelle scuole, in modo naturale, ho sviluppato la mia capacità di comunicazione con gli altri e la sto coltivando sempre più».

Quindi, ragazzi, attenti a quei bulli: non fatevi intimorire e lasciate che i vostri fiori più belli sboccino con naturalezza.