Penso che il bullismo sia un modo per pensarsi grandi e forti, senza esserlo.

Per me il bullismo è una forma di debolezza, quando qualcuno non si sente ascoltato fa il bullo e se la prende con gli altri bambini. O magari a casa sua i genitori non sono presenti, quindi a scuola o in altri momenti sfoga la rabbia con altri ragazzi.

Io ho paura dei bulli, anche se penso che il problema sia loro, non mio. Comunque mi fanno paura! Se la prendono sempre con i più piccoli.

Sono solo alcune delle riflessioni sul bullismo fatte dagli alunni di una quinta elementare dell’Emilia-Romagna durante una lezione scolastica. La conversazione è nata in seguito a un gioco pensato dalla loro insegnante per rompere il giaccio con i suoi nuovi alunni. Giunta nella classe a metà anno e non conoscendo quelli che sarebbero diventati i suoi piccoli allievi, la donna li ha invitati a presentarsi mettendosi in gioco.

«Per conoscere i ragazzi in un modo un po’ più originale – ha raccontato – ho pensato a due attività: nella prima dovevano dire il loro nome associato a quello che ritenevano il loro miglior pregio; nella seconda, invece, dovevano scrivere un loro difetto su un bigliettino, in forma anonima, in modo che potessero sentirsi liberi di esprimersi. Un bambino ha scritto che gli sarebbe piaciuto non avere paura dei bulli; la cosa mi ha insospettito, ho chiesto se avevano piacere di parlare del bullismo e l’esperienza è nata così».

Bullismo

I bambini e i ragazzi vittime di bullismo difficilmente condividono il proprio disagio con gli adulti, a causa dei sentimenti di vergogna e di impotenza che vivono  in seguito alle ingiustizie subite. Per questo, l’insegnante ha scelto nuovamente la forma dell’anonimato per spingere i bambini a confrontarsi. «Ho fatto scrivere su un foglietto – ha spiegato – cosa fosse per loro il bullismo, sempre in forma anonima. Poi abbiamo letto i bigliettini in classe… Raccolti in una scatola, ognuno ne prendeva uno a caso e ne discutevamo assieme. È stato molto bello perché da una riflessione ne nascevano tantissime altre».

Quelli dei bambini sono pensieri che colpiscono per la loro profondità e maturità. I piccoli si sono dimostrati consapevoli dell’importanza delle parole e di quanto esse possano far male, soprattutto se alle offese e agli “sfottò” non si è in grado di reagire. Alcuni si sono chiesti da cosa nasca l’atteggiamento dei bulli, arrivando alla conclusione che spesso dietro un prepotente può nascondersi un ragazzino insicuro che attacca perché vuole farsi rispettare, o perché lui stesso è stato vittima di qualche ingiustizia.

Dalle riflessioni dei bambini emerge anche l’importanza di chiedere aiuto agli adulti e di denunciare sempre gli episodi di bullismo, provando a fermarne gli autori, perché i bulli, senza il loro branco, fanno meno paura. I bambini sanno già che il silenzio è complicità, e che la cosa che fa soffrire di più una vittima di bullismo è la sensazione di essere lasciata sola. Vittima di bullismo

Tornando al racconto dell’insegnante, ha specificato: «Io avevo solo la funzione di mediatore, davo la parola e tiravo le fila della discussione per dare continuità, ma le riflessioni sono tutte dei bambini. All’inizio ovviamente è stato importante spiegare che nella discussione ognuno può esprimere il proprio pensiero liberamente, a patto che lo motivi; che non ce n’è uno giusto o uno sbagliato, ma è un confronto tra punti di vista diversi».

A proposito dei pensieri espressi dai bambini, ha aggiunto: «Sono rimasta molto sorpresa, soprattutto per la serietà con cui hanno affrontato la discussione… Forse perché è un argomento che sentono vicino, e forse perché, essendo in quinta elementare, hanno paura che il fenomeno possa verificarsi alle scuole medie».

Cosa pensano i bambini del bullismo

Di seguito l’elenco completo delle riflessioni che i piccoli alunni hanno fatto sul bullismo:

– Secondo me il bullismo è violenza, ingiustizia, prepotenza.
– È un problema non solo per chi lo esercita, ma anche per chi lo subisce, dato che si convince che quello è un bullo e puoi solo scappare da lui. Devi solo pensare che lui è come te e parlare con qualcuno e risolvere i problemi senza usare la violenza.
– La violenza dei bulli non è solo fisica, ma anche psicologica.
– Se siamo amici con i bulli, la loro insicurezza finisce. Se non hanno amici si sentiranno sempre più insicuri.
– Forse il bullo si comporta male perché lui stesso ha subito ingiustizie.
– A volte le parole fanno più male di un pugno.
– I bulli forse non si rendono conto del male che fanno.
– L’obiettivo dei bulli è quello che gli altri abbiano paura di loro per farsi rispettare.
– Se subisci del bullismo devi subito parlarne con qualcuno se no il problema diventa sempre più grande.
– Convivere con il bullismo può essere difficile, ma ricorda che non sei tu il problema, il bullo lo è. Tu hai il diritto di sentirti al sicuro.
– Se assisti a episodi di bullismo, dovresti sempre provare a fermarli. Se non fai niente, vuol dire che per te va tutto bene.
– Aiuta le persone che subiscono il bullismo a parlare con un adulto di cui si fidano.