“Le parole fanno male più delle botte”, scrisse la piccola Carolina di Novara prima di porre fine alla sua vita a causa del cyberbullismo. Era il gennaio 2013, e da allora i fatti di cronaca si sono susseguiti sempre più frequenti e brutali, fino a portare all’attenzione di tutti ciò che accade nelle scuole di ogni dove, e soprattutto in rete.

Finalmente si è diffusa la consapevolezza dei rischi del bullismo e del cyberbullismo, di cui si parla ovunque: in classe, sui social, nei centri d’ascolto, ora anche in televisione. “Mai più bullismo” è il primo social coach televisivo andato in onda su Rai 2 e condotto da Pablo Trincia, con l’obiettivo di ricostruire un dialogo tra i giovani presi di mira e i loro bulli. Lo scopo del programma non è puntare il dito contro i ragazzi, ma riconciliarli, aiutarli ad andare d’accordo, insegnare loro che ci sono persone più sensibili che possono soffrire molto a causa di determinate parole e gesti, ma che basta chiedere scusa e venirsi incontro per diventare amici.

Nel corso delle quattro puntate di “Mai più bullismo”, grazie alle microcamere nascoste che hanno documentato tutto ciò che è accaduto in classe, abbiamo assistito a tantissime umiliazioni. Dal semplice chiamare qualcuno solo per cognome, per farlo sentire diverso dagli altri, escluso, insignificante, fino alle offese pesanti, non solo nei suoi confronti, ma anche in quelli della sua famiglia, pronunciate con una leggerezza intollerabile.

Poi, la sofferenza dei genitori nel vedere con i propri occhi quello che i figli subiscono ogni giorno tra i banchi, e la premura di insegnanti e presidi – non tutti – nel cercare di risolvere il problema.

Ci sono stati anche molti momenti belli. Abbracci, scuse sincere, riavvicinamenti dopo le incomprensioni, gite trascorse in armonia, con i ragazzi sorridenti e spensierati come dovrebbero essere sempre nei loro anni più belli. Leggeri e felici, con l’adrenalina in corpo dopo un volo dell’angelo che cancella tutte le paure e guarisce le ferite, perché se si può affrontare un salto nel vuoto insieme, allora si può superare tutto.

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Abbiamo parlato con Pablo Trincia di queste prime quattro puntate, con la speranza che il programma torni anche il prossimo anno, magari in prima serata.

Alla luce delle quattro puntate di “Mai più bullismo” e sulla base della tua esperienza personale, come pensi sia cambiato il bullismo negli anni?

Credo che il fenomeno non sia cambiato, le dinamiche sono sempre le stesse: individuare il più debole, quello che viene etichettato come diverso, e poi isolarlo, insultarlo, nei casi più estremi picchiarlo. L’evoluzione c’è stata con il cyberbullismo che comporta rischi ancora più grossi: un conto è essere presi in giro in classe, un altro conto è essere sputtanati in rete, con foto e video che vengono diffusi in modo incontrollabile. Soprattutto per chi vive in piccoli paesi, il cyberbullismo può portare davvero a conseguenze estreme.

Immagino abbiate ricevuto moltissime richieste d’aiuto. Cosa vi ha spinto a raccontare le storie di Giorgia di Varese, Dania di Nocera Inferiore, Pietro di Palagiano e Giorgia di Palermo?

Non è facile trovare persone disposte a mettersi in gioco, a mostrarsi davanti a una telecamera. Abbiamo selezionato le storie con l’aiuto di una psicologa e abbiamo scelto quelle che è stato possibile raccontare al meglio; altre non abbiamo potuto affrontarle perché c’era un disagio più profondo o perché i ragazzi non sono riusciti a raccogliere abbastanza dati con la microcamera. Ogni storia che abbiamo raccontato, comunque, ha avuto qualcosa che l’ha differenziata dalle altre: in una il problema riguardava i genitori, in un’altra i compagni si sono scusati, in un’altra ancora alcune compagne sono rimaste sulle proprie opinioni, nell’ultima la scuola non ha risposto.

È mai capitato che i ragazzi che avete seguito vi abbiano contattato per chiedere nuovamente aiuto?

Per il momento no.

Qual è stato il momento più bello?

Il momento in cui i compagni di Pietro hanno ammesso le loro colpe e si sono scusati. È stato il momento più bello ed emozionante per me.

Rivedremo “Mai più bullismo” il prossimo anno?

Probabilmente sì, ci saranno altre puntate; non sappiamo ancora quando ma si parla di proseguire l’esperienza, perché il programma è andato molto bene e siamo tutti contenti dei risultati ottenuti.

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