Le scarpe rotte non sempre hanno la forma di scarpe. A volte sono occhiali troppo spessi che ci mettono a disagio, altre volte sono cognomi che suscitano risate e battutine, oppure ancora rotolini di ciccia che ci fanno sentire diversi dagli altri.
Alla domanda “hai mai avuto le scarpe rotte?”, le storie che i bambini hanno raccontato al Book Pride di Genova sono state tutte diverse, ma accomunate da un unico filo conduttore. Ognuno dei piccoli che ha partecipato ai laboratori ha confessato di essere stato preso in giro, o di aver preso in giro qualcuno, almeno una volta.
C’è Alex (nome di fantasia) che ha avuto davvero le scarpe rotte, e per rispondere alle battutine dei compagni diceva di indossare i sandali. Poi, un giorno, per giocare a calcio, proprio come il nostro Dario, si è tolto le scarpe e ha giocato solo con i calzini. E, inevitabilmente, si è fatto male.
Poi c’è Christian (altro nome di fantasia), che ha avuto le scarpe rotte con la suola completamente sfaldata, ma ha cercato un modo per tenere insieme tutti i pezzi, perché le cose rotte si riparano, non si buttano via.
Storie che ci insegnano come, con un po’ di ingegno e di fantasia, tutto si può aggiustare.

Arrivederci al prossimo viaggio!