Un gruppo di genitori preoccupati per la serenità dei propri figli, in Trentino Alto Adige, ha deciso di unire le forze e di creare una nuova associazione per combattere il bullismo: Trentino-Vivo, molto attiva sia negli incontri con i ragazzi che sui social network, dove collabora con la polizia postale e con molte altre realtà. Per citarne alcune, le associazioni Acbs – contro il bullismo scolastico, “Vittime di violenza – Io no”, “I ragazzi di ferro” e “Children protection world onlus”. Inoltre, le pagine Facebook  SIM – Sicurezza informatica dei minori e Una vita da social, e la signora Kathy Podestà, impegnata nel contrasto del mobbing.

Giuseppe Di Lorenzo, presidente dell’associazione, ci ha raccontato la nascita del progetto. «Intendiamo sensibilizzare i giovani sul tema del bullismo – ha spiegato – sia per aiutare le giovani vittime, sia per fare in modo che i bulli si rendano pienamente conto della gravità delle loro azioni. La partecipazione diretta dei giovani, la collaborazione dei genitori e delle scuole, e il supporto degli esperti saranno le chiavi per la riuscita della nostra iniziativa».received_1718980018134705

Giuseppe ci ha raccontato anche le difficoltà nel far crescere l’associazione a causa delle resistenze di alcuni genitori, non sempre disposti a collaborare. «Purtroppo alcune persone, piuttosto che riconoscere di avere un figlio bullo o una figlia bulla, girano la testa dall’altra parte». Il presidente di Trentino-Vivo ha risposto alle nostre domande.

Che tipo di bullismo subiscono i ragazzi con cui siete in contatto?

«Per lo più ci vengono segnalati casi di bullismo nelle scuole, ma veniamo contattati anche per monitorare i social network, soprattutto da quando è esploso il fenomeno della Blue Whale. Grazie alle nostre collaborazioni abbiamo fatto chiudere più di un migliaio di profili e fatto rimuovere 3500 fotografie».

È più pericoloso il cyberbullismo o il bullismo nelle scuole?

received_1718978464801527«Io ritengo che abbiano la stessa importanza. Penso che il bullismo sia una forma di violenza, ma se uniamo le forze noi associazioni, con l’aiuto delle scuole, possiamo realmente estirpare questa piaga. Ci sono diverse forme di bullismo in ogni luogo; il bullismo è sempre esistito, ma ciò non toglie che possa essere sconfitto, non con parole ma con fatti concreti, ogni giorno, coinvolgendo i ragazzi in progetti sia scolastici che sul territorio. Per quanto riguarda il cyberbullismo, è importante imparare a difendersi dai cosiddetti leoni da tastiera, anche grazie all’aiuto di fonti ufficiali come le pagine Una vita da social e SIM sicurezza informatica dei minori».

Come si combatte il bullismo?

«I bulli sono bambini con capacità empatiche più scarse rispetto ai compagni meno aggressivi. Dunque, nel momento in cui vedono la loro vittima terrorizzata e sofferente, essi non ne condividono il dolore. 

Di conseguenza i comportamenti di offesa che i bulli mettono in atto non hanno in loro una risonanza affettiva che potrebbe smorzarne la condotta aggressiva. Emerge come l’empatia sia una capacità centrale nel modulare comportamenti e ruoli in fenomeni di bullismo. Queste considerazioni sono rilevanti da un punto di vista applicativo e diventano un ulteriore stimolo per promuovere programmi di educazione affettiva che dedichino una particolare attenzione allo sviluppo della capacità empatica.  

received_1718980021468038Il cyberbullismo è una forma di disagio relazionale, di prevaricazione e di sopruso perpetrata tramite i nuovi mezzi di comunicazione nei confronti di una persona percepita come più debole o vittima: telefonate o invio di sms e mms con testi o immagini volgari, offensivi o minacciosi; diffusione di informazioni private su un’altra persona, anche pubblicando filmati e foto su Internet; calunnie diffuse tramite mail, chat o blog». 

Cosa consigliate a chi ha bisogno d’aiuto?

«Ai genitori mi sento di dire: parlate con i vostri figli, ascoltateli e, quando vedete che si chiudono in loro stessi, cercate di far capire loro che possono contare sempre su di voi. Ma attenzione a non assillarli: potreste ottenere l’effetto contrario!

Ai ragazzi ci tengo a dire di non farsi condizionare da nessuno e di vivere la propria vita come meglio credono. In quest’anno abbiamo assistito al fenomeno della Blue Whale, è vero che i media hanno provocato allarmismo, ma il problema esiste, ci sono decine di casi accertati dalla Polizia Postale. Non fatevi convincere ad iniziare una qualche sorta di “gioco” o “sfida”, nessuno può decidere della vostra vita, e se state già affrontando qualcosa del genere o qualcosa vi turba, ricordatevi sempre di avvisare una persona un po’ più grande di voi. Se qualcuno vi chiede tramite i social delle foto vostre dove siete nudi, non inviatele, vi truffano e vi rovinano la vita.

Per concludere, ci terrei a sottolineare una cosa, anche visti i recenti fatti di cronaca: non abbiate paura, denunciare è la cosa giusta da fare, non subite in silenzio la violenza altrui… Chi vi picchia non vi ama e non è vostro amico!»